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INFORTUNIO SUL LAVORO 2020: UN ANNO IN CIFRE, AUMENTANO I CASI MORTALI

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INFORTUNI SU LAVORO

Cos’è l’infortunio sul lavoro?

Quando parliamo di infortunio sul lavoro dobbiamo tenere in considerazione sia gli incidenti avvenuti nel luogo o durante l’orario delle attività lavorative, ma anche in “itinere” ovvero nel tragitto di andata e ritorno tra casa e ufficio, e in tutte quelle situazioni in cui in qualche modo abbiamo a che fare con strumenti o elementi collegabili all’attività lavorativa. Deve essere inequivocabile è il rapporto causa-effetto tra il lavoro e l’incidente.

INFO UTILI

Per attivare le procedure Inail e ottenere gli indennizzi, il lavoratore è tenuto a rispettare alcune regole.

  1.  Avvisare immediatamente il proprio datore di lavoro, che invierà il lavoratore in pronto soccorso.
  2. Il medico redigerà il certificato medico completo di diagnosi e numero di giorni di invalidità (temporanea assoluta) che il dipendente infortunato dovrà riconsegnare al datore di lavoro
  3. Entro 2 giorni il datore deve procedere con la “Denuncia/comunicazione di infortunio” Inail. La denuncia va fatta compilando gli appositi moduli (Per gli infortuni con prognosi di almeno un giorno (sempre escluso quello dell’evento) basterà la “Comunicazione di infortunio”. E la mancata o ritardata denuncia fa scattare una multa che va da 1.290 a 7.745 euro.

UN ANNO IN CIFRE – INFORTUNI SUL LAVORO 2020
(fonte INAIL)

Nel confronto con il 2019 (periodo gennaio-ottobre) le denunce di infortunio sul lavoro presentate all’INAIL tra gennaio e ottobre sono state 421.497 (-21,1%), in diminuzione le patologie di origine professionale denunciate (-28,3%).

I dati di quest’anno sono fortemente influenzati dall’emergenza Covid-19.

 

 

Il calo si è registrato nonostante la presenza, nel 2020, delle denunce di infortunio sul lavoro a seguito dei contagi da Covid-19, che rappresentano circa il 16% del totale delle denunce di infortunio pervenute da inizio anno.

Si registra un decremento sia dei casi avvenuti in occasione di lavoro, passati da 451.779 a 369.688 (-18,2%), sia di quelli in itinere, occorsi cioè nel tragitto di andata e ritorno tra l’abitazione e il luogo di lavoro, che registrano un calo percentuale più sostenuto, pari al -37,2%, da 82.535 a 51.809.

                               

SETTORI. Il numero degli infortuni sul lavoro denunciati è diminuito del 13,0% nella gestione Industria e servizi (dai 420.625 casi del 2019 ai 365.837 del 2020), del 19,7% in Agricoltura (da 27.947 a 22.444) e del 61,3% nel conto Stato (da 85.742 a 33.216).

 


Tra i settori economici della gestione Industria e servizi, il settore Ateco “Sanità e assistenza sociale” si distingue per il forte incremento delle denunce di infortunio in occasione di lavoro, i due terzi delle quali hanno riguardato il contagio da Covid-19: +117% nei primi dieci mesi (dai 23mila casi del 2019 ai 50mila del 2020), con punte di oltre il +500% a marzo (da 2.400 a 14.700 casi) e del +450% ad aprile (da 2.100 a 11.900 casi) nel confronto tra il 2020 e il 2019.

 

L’Agricoltura dopo il +2,6% di febbraio, da marzo comincia a registrare un calo consistente, con un -51% rispetto a marzo 2019, ad aprile si attesta a un -44%, per poi assestarsi tra il -15% e il -20% tra maggio e luglio, intorno al -7% tra agosto e settembre, per poi risalire a -29% a ottobre.

Tra gennaio e ottobre la diminuzione ha interessato sia i lavoratori italiani (-22,1%), sia quelli comunitari (-14,0%) ed extracomunitari (-16,9%), con cali percentuali più sostenuti nel mese di maggio (rispettivamente -52%, -38% e -41%). Dall’analisi per classi di età emergono decrementi generalizzati in tutte le fasce, ma più contenute per i lavoratori tra i 50-69 anni. 

CASI MORTALI

Aumento di 140 casi rispetto agli 896 registrati nello stesso periodo del 2019 (+15,6%). L’incremento è influenzato dai decessi a causa dell’infezione da Covid-19 in ambito lavorativo, che rappresentano 1/3 dei decessi denunciati all’Inail da inizio anno.

A livello nazionale, si registra una riduzione solo degli infortuni mortali in itinere, che sono passati da 242 a 176 (-27,3%), mentre quelli avvenuti in occasione di lavoro sono aumentati da 654 a 860 (+31,5%). L’incremento ha riguardato la gestione Industria e servizi (da 761 a 907 denunce) e il conto Stato (da 16 a 35), mentre l’Agricoltura ha registrato 25 casi in meno (da 119 a 94).

L’incremento rilevato nel confronto tra i primi 10 mesi del 2020 e del 2019 è legato soprattutto alla componente maschile, i cui casi mortali denunciati sono passati da 820 a 924 (+104 decessi), mentre quella femminile ha fatto registrare 36 casi in più, da 76 a 112.

In aumento le denunce di infortunio mortale dei lavoratori italiani (da 733 a 876), mentre calano quelle dei lavoratori comunitari (da 51 a 50) ed extracomunitari (da 112 a 110). Dall’analisi per fasce d’età si contraddistingue per l’incremento dei decessi quella degli over 50, rispetto alla diminuzione registrata nelle altre.

DENUNCE DI MALATTIA PROFESSIONALE

Le denunce di malattia professionale protocollate dall’Inail nei primi 10 mesi del 2020 sono state 36.619, 14.436 in meno rispetto allo stesso periodo del 2019 (-28,3%). Il decremento maggiore si è registrato in aprile (-87%).

In ottica di genere emerge un calo di 10.297 denunce di malattia professionale per i lavoratori, da 37.255 a 26.958 (-27,6%), e di 4.139 per le lavoratrici, da 13.800 a 9.661 (-30,0%). Il decremento ha interessato sia le denunce dei lavoratori italiani (passate da 47.502 a 34.117, pari a un calo del 28,2%), sia quelle di comunitari (da 1.200 a 860, -28,3%) ed extracomunitari (da 2.352 a 1.642, -30,2%).

Le prime tre malattie professionali denunciate tra gennaio e ottobre di quest’anno continuano a essere, nell’ordine, le patologie del sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo (22.745 casi), del sistema nervoso (4.068) e quelle dell’orecchio (2.369), seguite dalle malattie del sistema respiratorio (1.488) e dai tumori (1.313). Tutte registrano diminuzioni nei periodi in esame.

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